lunedì 25 gennaio 2010

Il Rischio di insolvenza con le opzioni americane

Se gli operatori sul mercato obbligazionario hanno un esperienza pluriennale nella valutazione del rischio di credito, nel caso degli strumenti derivati con particolare riferimento alle opzioni finanziarie la faccenda si fa più complessa sopratutto nel caso in cui il trader o in generale il soggetto coinvolto nella transazione non dovesse operare su mercati regolamentati.

Gli effetti dei rischi di insolvenza nel caso delle opzioni Call e delle opzioni Put americane sono più complicati da esaminare rispetto a quanto non avvenga per le opzioni europee. Infatti la decisione relativa la convenienza o meno dell'esercizio anticipato può essere condizionata dall'esistenza di informazioni nuove relative la controparte che ha sottoscritto l'opzione.

Facendo un esempio. Immaginiamo che una banca venda a un trader un opzione Call a un hanno che abbia quale sottostante un titolo che non paga dividendi e che incidentalmente, durante i primi 6 mesi, la banca A subisca delle notevoli perdite a causa di operazioni andate male sul mercato mobiliare o creditizio. Immaginiamo inoltre che si sappia perfettamente in giro di tali problematiche.

Quand'anche in condizioni normali l'opzione non verrebbe esercitata, alla luce dei suddetti problemi finanziari il comportamento del trader potrebbe cambiare. Infatti, è altamente verosimile che qualora l'opzione si trovi in the money questi decida di esercitarla per monetizzare il monetizzabile piuttosto che aspettare ulteriori sviluppi sul fronte finanziario della banca con il rischio che diventi del tutto insolvente.

Dal che è possibile fare due osservazioni. La prima, il rischio di insolvenza nel caso di opzioni americane è inferiore a quanto non avvenga per le opzioni europee, la possibilità di esercizio anticipato riduce infatti le possibilità di perdita accorciando la vita dell'opzione. La seconda conseguenza è che le opzioni americane soggette a rischio di insolvenza verranno esercitate prima delle omonime europee che non corrono questa eventualità.

Come si riduce l'esposizione ai rischi. Le tecniche utilizzate a tal fine sono sostanzialmente legate al buon senso. La più ovvia se il mercato di riferimento è Otc è quello di fissare dei limiti di credito per ciascuna controparte al di sopra dei quali non vengono conclusi altri contratti. Altrettanto banale, sempre nel caso in cui il contratto di opzione venga negoziato direttamente, è la richiesta di garanzie il cui importo viene periodicamente adeguato all'andamento del sottostante. Un ultima possibilità normalmente praticata è quella di inserire all'atto dell'accordo delle clausole che possano scattare qualora si manifestino contingenze sfavorevoli per una qualunque delle due parti.

Considerando tutte le problematiche evidenziate appare evidente come sia in generale preferibile fare trading su mercati regolamentati gestiti da un organo di vigilanza che attraverso il sistema dei margini e della camera di compensazione garantisca la totale e assoluta solvibilità di tutti i partecipanti al mercato.

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